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Nell'era dei Social, l'Empatia si Perde tra le Tastiere

 Il caso di Giulia, il Teatro dell'Umanità e la Crudele Giuria dei Social Media**

Nel recente e tragico episodio della morte di Giulia, ciò che ha colpito non è solo la tragedia in sé, ma la reazione spietata e superficiale di una parte del pubblico. In un mondo sempre più connesso, dove ogni pensiero e opinione può essere condiviso istantaneamente, sembra che l'empatia e la comprensione siano diventate valute rare.

 

Il dolore di una famiglia straziata è stato oggetto di giudizio e critica, con commenti che hanno evidenziato una mancanza di sensibilità e comprensione. Il padre di Giulia, ad esempio, è stato criticato per non mostrare il "giusto" dolore, mentre la sorella è stata giudicata per il suo abbigliamento, trasformando un dettaglio innocuo in un simbolo di malevolenza.

 

Come attore e regista, normalmente non mi occupo di temi trattati dalla politica o dai giornalisti. Tuttavia, il tema dell'empatia, così profondamente legato all'essenza umana, mi spinge a intervenire. Il teatro, nella sua essenza, esplora la condizione umana, offrendo uno spazio dove l'empatia e la comprensione reciproca possono fiorire. Contrariamente alla freddezza e alla distanza dei social media, il teatro ci permette di vivere e comprendere le emozioni altrui, offrendo un antidoto all'anestetico virtuale dei sentimenti prevalenti oggi.

 

In un'epoca di accesso illimitato all'informazione e alla comunicazione, sembra che abbiamo perso la capacità di connetterci veramente con gli altri. Invece di offrire supporto e comprensione, ci rifugiamo dietro le nostre tastiere, pronunciando sentenze senza conoscere la storia completa.

 

Concludendo, il caso di Giulia solleva una domanda cruciale: come possiamo coltivare l'empatia in un mondo sempre più digitale? Forse, è tempo di riscoprire l'importanza di ascoltare, comprendere e rispettare le storie altrui, prima di esprimere giudizi affrettati e superficiali. Come artisti, abbiamo la responsabilità di guidare questa ricerca, ricordando che ogni storia ha un cuore umano al suo centro.

Riflessioni su un Percorso Artistico



In questi anni, il mio viaggio nel mondo dell'arte mi ha permesso di esplorare molteplici sfaccettature dell'essere umano attraverso il cinema, il teatro e la radio. Ogni personaggio interpretato, ogni storia raccontata e ogni pubblico incontrato mi hanno insegnato qualcosa di nuovo sulla complessità delle emozioni umane e sulla bellezza del nostro comune viaggio attraverso la vita.

Ho avuto il privilegio di lavorare con registi e attori straordinari, imparando da ogni esperienza e cercando di lasciare qualcosa di unico in ogni performance. Dal palcoscenico alle onde radiofoniche, ogni medium ha la sua magia, il suo modo di raggiungere le persone e toccare le loro vite.

Vorrei condividere alcuni momenti che hanno segnato il mio percorso, non per celebrare me stesso, ma per esprimere gratitudine per le opportunità di crescita e di connessione con tanti ascoltatori e spettatori. È stata una strada fatta di continua apprendimento e umiltà, e per questo, ringrazio ogni collaboratore, mentore e amico che ha condiviso con me questa avventura.

Nell'attesa di ciò che il futuro ha in serbo, rimango fedele all'idea che l'arte possa essere una luce guida, un modo per comprendere meglio noi stessi e il mondo intorno a noi.

Lettera al Mondo dello Spettacolo  by Franz

Carissimi artisti, produttori, scrittori, musicisti e sognatori di ogni disciplina,

In un mondo attraversato da rapide trasformazioni e sfide senza precedenti, è giunto il momento per il mondo dello spettacolo di ricordare e rivendicare il suo ruolo cruciale nella società: quello di far battere il cuore della speranza tra le masse, di illuminare le menti e di riscaldare gli spiriti.

Una volta, eravamo la bussola che orientava il popolo attraverso i mari tempestosi della vita, una fonte di conforto, ispirazione e riflessione. In tempi di crisi, il nostro compito non era semplicemente quello di intrattenere, ma di elevare, di dare un senso, di dare speranza. Ora più che mai, dobbiamo riscoprire quella missione.

Il palcoscenico è più di un luogo di fuga: è un punto d'incontro per la comunità, un tempio sacro dove i valori umani sono espressi, esaminati e celebrati. Il grande schermo non è solo una finestra su mondi fantastici, ma uno specchio che può riflettere la nostra realtà, sfidandoci a cambiare la nostra prospettiva e a crescere.

Invito quindi tutti voi, miei colleghi nel campo dell'arte e dello spettacolo, a rinnovare il nostro impegno collettivo. Dobbiamo attingere alla nostra creatività, alla nostra passione e alla nostra empatia per creare opere che non solo divertano, ma che anche informino, ispirino e uniscano. Dobbiamo dare voce a chi non ha voce, dobbiamo narrare le storie non raccontate e dobbiamo far luce sugli angoli oscuri del mondo.

Insieme, possiamo ridefinire il nostro scopo e aiutare il pubblico a ritrovare la speranza in tempi bui. Le nostre canzoni, le nostre storie, le nostre immagini e le nostre rappresentazioni possono essere i semi da cui può crescere un futuro più luminoso.

Riconnettiamoci con il potere trasformativo dell'arte. Rivitalizziamo il nostro impegno nei confronti della società e dimostriamo con ogni opera che creiamo che il mondo dello spettacolo può essere un faro di luce nella notte, una guida verso lidi più sereni e un ponte verso una comprensione più profonda della condizione umana.

Con fiducia e speranza nel cuore, attendiamo di vedere le meraviglie che nasceranno dalla nostra rinata dedizione.

Con fervore e solidarietà 


     Vostro Fratello

Francesco Gusmitta

ANGELI CUSTODI -  Un Passo Avanti nel Pericolo due Indietro Davanti al Successo

Carissimi e carissime stamattina, avendo fatto lo spettacolo sugli Angeli Custodi ed essendo andato molto bene , mi son detto :" vado a ringraziare nella Chiesetta della Rosa Mistica al centro della graziosissima Cormons "e potete immaginare lo stupore di trovare una Chiesa che alle 6.00 del mattino fosse già funzionante e piena di fedeli ...e quali fedeli d'eccezione.
Solo suore....figure dolci che per me han rappresentato una carezza del cielo durante l'odissea della mia vita....
Così ho fermato una suora brasiliana e le ho detto il perché fossi lì e lei aprendosi in un sorriso mi ha detto:" ah è lei? Sa avevamo la Sua locandina e due giorni fa abbiamo pregato per Lei ed il Suo spettacolo!"
Son senza parole...
Angeli Custodi continua..

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La Bussola dell'Attore

Questo logo è di una scuola che ora non c'è più, al quale sono grato perché mi permise di poter esser stanziale, e così accudire mio padre e mia madre.
Come sapete il lavoro dell'attore di teatro si svolge prettamente come un vagabondo. Mussolini ci definiva "Zingari di Lusso" però pur sempre girovaghi. Così grazie all' idea di una scuola...trovai il modo di fermarmi ...e misi le stelle nel logo....proprio perché in questa scuola avrei parlato quasi esclusivamente di loro.